Se ripenso ai miei trascorsi da grafico, negli annali si annovera la frase:
” ma se faccio questo, poi venderò di più? ”
o ancora ” se faccio questo, poi venderò meglio? “.
Oggi ho la forza, spero, di darvi la risposta giusta:
no!

Nulla di quanto realizzato o da realizzarsi dalla vostra agenzia di comunicazione può’ addurre valore aggiunto, unicità e/o più in generale spianarvi la strada e facilitarvi il percorso sulla impervia via della vendita sul mercato.


In quel nulla includerò anche i famosissimi GOOGLE ADWORDS.


Partiamo dal principio, ovvero, che cosa sono i Google ADWords?
Sono inserzioni a pagamento.
L’utente, una volta iscrittosi, accedendo ad un pannello mediamente intuitivo, consideriamo che il tutto è pensato in un ottica più o meno consuming ( per tutti, tipo le impostazioni di facebook ), scegliendo delle parole chiave dette Google Key può’ dar sfogo alla sua fantasia pubblicitaria imbastendo una vera e propria campagna duratura nel tempo.


A seguito troverete un piccolo vademecum dei vocaboli utilizzati nel presente articolo, utili per la comprensione del meccanismo.

» GOOGLE AD WORD

[ Servizio/Prodotto offerto da Google / Piattaforma ]

» GOOGLE KEY

[ sono le parole a cui si sceglie di legare la propria campagna. Ogni volta che inseriamo una parola nella cella del motore di ricerca è come se stessimo ponendo una domanda a Google stesso, per esempio: se inserisco le parole LABOOM DESIGN è come se stessi chiedendo a Google di estrapolare in ordine di apparizione tutti gli elementi presenti nella rete che rispondono a LABOOM DESIGN.
Cercami LABOOM DESIGN nella rete!
Questo aspetto è molto importante in quanto ad esso è legato un importo che è variabile a seconda dell’affluenza sulla parola ]

» TOOL

[ piccoli sofweare o strumenti inseriti della piattaforma e fornitici da Google per l’espletamento del nostro operato. per es. il plug in che attiva la vostra fotocamera dello smartphone quando accedete ad Instagram, o i filtri di Instagram stessi, a grandi linee ]

» BUDGET GIORNALIERO

[ il Budget Giornaliero è il tetto massimo che siete disposti a pagare a google, nell’arco temporale di 1 giornata ]

» CPC MAX

[ il CPC è quanto siete disposti a pagare per un clic di un utente che ha trovato il vostro sito grazie alla ricerca su una parola specifica da voi selezionata e legata alla vostra campagna ( GOOGLE KEY ) ]


A questo punto possiamo cominciare.

Accedo al pannello dopo essermi registrato ed inizio a strutturare la mia campagna, con il tool delle parole chiave o Google Key trovo le parole più ricercate e più inerenti al mio settore, le scelgo, non costano nulla ( al momento ) e passo alla redazione delle mie inserzioni.
Testo, testo, testo …. URL ( che è l’indirizzo del vostro sito o la pagina sul quale volete che l’utente atterri ) stabilisco il mio budget giornaliero, e premo ATTIVA LA CAMPAGNA!
A questo punto accade una cosa bellissima, Google mi aiuta e me la corregge, anzi mi aiuta a correggerla in modo che sia correttamente ottimizzata, gelocalizzazione ( dove voglio pescare? Lombardia? Piemonte? …. ) Taget ( Donne? Uomini? Trentacinquenni? ….. ) sistemo tutto per bene ed anche Google mi da il suo ok, e parto!

Ora io ho:
» IL MIO BUDGET – 10,00€ al giorno
( che per un mese fanno 300,00 € e per un anno 3.600,00 € )

» LE MIE PAROLE CHIAVE – per le quali pago 0,24 € a click cadauna

» I MIEI ANNUNCI – scritti più o meno bene, è lo stesso!

» ECC ……….

Google cosa farà ora, mi piazzerà, in virtù dei mie 10,00 € a suon di 0,24 € al click in una delle prime 3 posizioni evidenziate in giallo nei risultati che appaiono qualora qualcuno stia cercando la mia parola chiave, che come sopra abbiamo esemplificato LABOOM DESIGN.
Quindi se una persona cerca LABOOM DESIGN ora mi trova o come primo o come secondo o come terzo e non in 64esima pagina di Google dove sono, considerando che mediamente NESSUNO HA MAI VISTO LA PAGINA 2 DI GOOGLE, si cambia chiave di ricerca prima, no?
Adesso, mi cerco, mi trovo, mi cliccano, mi scrivono se sono stato bravo a creare le mia call to action, e se ho un brand forte ed un prodotto ben piazzato converto anche, ma …….. questo alle 13:48, alle 14:08 non ci sono già più!
Perché? eppure ero lì! scrivevo LABOOM DESIGN ed ero “bello come il sole” in prima posizione.

Torno ad effettuare il Login al mio account Google ADWords, e noto che

[1] LA CAMPAGNA è LIMITATA DAL BUDGET

[2] Ora servono 0,56€ per avere quelle GOOGLE KEY

Devo alzare la posta e così faccio. Mi allineo ed il mio Budget giornaliero passa a 15,00€ su parole che vanno dagli 0,56€ all’ 1 Euro pieno.
Torno in partita ( attenzione a come cambiano i vocaboli, dal pubblicitario all’azzardo in un solo colpo )
Ci sono, sono lì in prima posizione per altre 48, anzi no per un paio di giorni ……. ma poi, sparisco.
Faccio il Login e controllo, sta volta è tutto ok, ma perché non appaio più?
HO FINITO IL BUDGET GIORNALIERO.
Quanti click da 0,78€ in media ci stanno in 15,00€? 19/20 circa
…. e quanti click ci stavano da 0,24€ in 10,00€? 41/42 circa

Google è uno strumento potentissimo, ogni giorno i suoi sviluppatori si adoperano per migliorarlo e per fornire strumenti utili alla “sopravvivenza nel mare della rete” ma non è una ONLUS!

Finiti i 10,00€ si va a casa!
FIniti i 15,00€ si va a casa!
Se l’offerta sulla parola chiave aumenta oltre i vostri 0,56€, si va a casa!
o si trasforma una pianificazione di marketing in gioco d’azzardo.

Eravamo comunque partiti da marketing e comunicazione, come siamo finiti a giocare d’azzardo coi nostri soldi?


Puo’ un’operazione esterna all’azienda, non condotta dalla proprietà, attribuire valore aggiunto al vostro prodotto?
Possono 10,00€ spesi frettolosamente o per la foga di farlo perché lo fanno tutti, aiutarvi a vendere?
Puo’ Google ADWords far parte del ciclo di una StartUp? si, questo può! ma della Cocacola Life! lì non c’è partita, ne budget

Se faccio questo, venderò di più?
no, perché hai acquistato un click
no, perché hai acquistato al netto del tuo prodotto ed al netto del contenuto del tuo URL.
… credetemi, 3.600,00€ nella schiena, fanno male ad un’azienda medio piccola italiana.


Rinunciare a fare comunicazione non è contenere i costi, è solo rinunciare a fare comunicazione.
Verifica di avere strumenti che ti facilitino il lavoro, non giocare d’azzardo, scopri FABBRIK!


Fai pace con la tua comunicazione
Contattaci | LABOOM Design #brandmedown